#1 perché scrivere
Non è un corso di scrittura: è un invito a scrivere insieme, con costanza e senza giudizio. Io sono Simona Sessini e questa è la prima newsletter del 2026 de Il caffè del lunedì
Un progetto di scrittura creativa: ogni settimana una parola, un racconto. Scientificamente provato che scrivere migliora il benessere, gestisce lo stress e trasforma i traumi in crescita. Nessun corso, nessun costo: solo l'abitudine a scrivere insieme.
Per anni ho risposto sempre allo stesso modo a chi mi chiedeva “come si impara a scrivere?”: apri un libro a caso, scegli una parola, scrivi per 15 minuti tutto quello che ti viene. Adesso è arrivato il momento di mostrare come funziona, un po’ per gioco un po’ per passione.
Ogni lunedì proporrò quattro parole su Instagram, voi votate, io scrivo partendo da quella più votata. Se volete scrivere anche voi e condividere, benissimo. Se volete solo leggere, perfetto. Se volete partecipare ogni tanto, quando vi va, fantastico.

Questo non è un corso. Non c’è da iscriversi, non c’è da pagare, e non c’è da seguire un programma. Senza voler sminuire chi vende percorsi costosissimi, vorrei solo proporre di fare insieme una cosa semplice: la scrittura, in sé, fa bene. E l’abitudine, l’esercizio costante, porta sempre miglioramenti.
Sì, le evidenze scientifiche1 ci sono.
La scrittura creativa ed espressiva emerge come uno strumento terapeutico e preventivo estremamente efficace, capace di influenzare positivamente sia la salute mentale sia quella fisica attraverso processi neuro-cognitivi specifici.
La scrittura non è solo un atto narrativo, ma un processo divergente, associativo e convergente che permette di esplorare le esperienze e integrare emozioni e riflessioni. I principali benefici riscontrati includono:
• salute mentale e umore: La scrittura aiuta le persone (anche chi soffre di depressione) a migliorare l’umore, con effetti paragonabili a percorsi psicoterapeutici strutturati come la terapia cognitivo-comportamentale2;
• gestione del trauma e dello stress: Scrivere di esperienze traumatiche permette di ridurre i problemi in sottoproblemi più gestibili, favorendo la processazione dell’evento e una sua reinterpretazione da diverse prospettive. Anche scrivere di esperienze intensamente positive ha un effetto protettivo sulla salute3;
• potenziamento del sistema immunitario (questa non la sapevi eh?): La pratica costante della scrittura espressiva è collegata a cambiamenti significativi nei parametri immunitari, come l’aumento dei linfociti e della immunoglobulina A salivare (s-IgA), che fornisce una difesa contro le infezioni4.
• supporto in malattie croniche: Studi indicano che la scrittura può migliorare la salute polmonare nei casi di asma e ridurre il dolore e l’infiammazione nei pazienti affetti da artrite5.
In sintesi, la scrittura agisce come una protezione a lungo raggio per la mente, capace di trasformare le minacce in opportunità e di stabilire una connessione profonda tra mente e corpo.
Potremmo pensare alla scrittura come a un setaccio metafisico: quando versiamo i nostri pensieri caotici sulla carta, le maglie della scrittura trattengono i frammenti più pesanti e dolorosi, permettendoci di esaminarli uno ad uno, mentre lasciano defluire la tensione accumulata, rendendo il “liquido” della nostra esperienza quotidiana più limpido e leggero.
Non è assolutamente necessario, come si pensa, scrivere sotto forma di diario i nostri pensieri. Non è sbagliato, ma quello che propongo è meno impegnativo.
Qualche volta, quando non riuscivo più a sopportare il chiacchiericcio della classe, mi è capitato di fermare tutto, mettere su della musica (La Moldava o La goccia, le mie preferite) e far scrivere tutti su un foglio quello che volevano: chi ha preparato gli schemi di calcio, chi ha scritto parole a caso, chi non staccava la penna dal foglio… Fatto sta che per le ore successive gli stronzetti erano molto più tollerabili. È un esperimento empirico che si può testare, why not?
Mi manca terribilmente questa parte di sperimentazione (ecco perché i miei studenti si lamentavano del fatto che avessi troppe idee…) e non posso fare a meno di giocare con le parole che nella mia testa si rincorrono e continuano a intessere storie.
Allora, chi vuole scrivere?
Buon 2026 e buon caffè ☕
Simona
Tutto, anche le note bibliografiche successive per intenderci, proviene da questo recentissimo lavoro: Lucchiari, C., Sala, P. M., & Vanutelli, M. E. (2025). A Theoretical and Practical Guide to the Creative World: Research and Applications. Cambridge Scholars Publishing. ISBN: 978-1-0364-4750-2. Di questo, in particolare, ho studiato il cap. 5 “The creative health, or the healthy habit of being creative”. Ringrazio Paola Maria Sala, co-founder di Altisensi con Marianna Brescacin: la loro ricerca sulla creatività è tanto stimolante quanto accurata.
Krpan, K. M., Kross, E., Berman, M. G., Deldin, P. J., Askren, M. K., & Jonides, J. (2013). An everyday activity as a treatment for major depressive disorder: The benefits of expressive writing for people diagnosed with major depressive disorder. Journal of Affective Disorders, 150(3), 1148–1151. Questo studio ha confrontato pazienti con depressione maggiore, evidenziando che chi scriveva liberamente dei propri stati d'animo per 20 minuti per tre giorni consecutivi otteneva chiari vantaggi nell'umore, confermati anche a quattro settimane di distanza.
Esterling, B. A., L'Abate, L., Murray, E. J., & Pennebaker, J. W. (1999). Empirical foundations for writing in prevention and psychotherapy: Mental and physical health outcomes. Clinical Psychology Review, 19(1), 79–96. Un decennio di ricerche riconosce che la scrittura su traumi passati migliora esiti mentali e fisici, con meccanismi cognitivi e inibitori, supportando l'uso in prevenzione e psicoterapia.
Ma c’è anche il lavoro di Gidron, Y., Peri, T., Connolly, J. F., & Shalev, A. Y. (1996). Written disclosure in posttraumatic stress disorder: Is it beneficial for the patient? The Journal of Nervous and Mental Disease, 184(8), 505–506. Si tratta di uno studio pilota su pazienti PTSD; la divulgazione scritta non ha ridotto i sintomi rispetto al controllo, suggerendo benefici limitati o assenti in questo contesto clinico.
Burton, Chad M., e Laura A. King. (2004). The Health Benefits of Writing about Intensely Positive Experiences. Journal of Research in Personality 38 (2): 150–63. Burton e King hanno dimostrato su un gruppo di studenti universitari che la scrittura su esperienze positive intense (3 giorni, 20 min) ha portato miglioramenti nell’umore positivo e riduzione delle visite mediche per malattia rispetto al gruppo di controllo.
Campbell, R. Sherlock, e James W. Pennebaker. (2003). The Secret Life of Pronouns. Psychological Science 14 (1): 60–65. Lo studio “a vita segreta dei pronomi” (è anche un libro!), ha evidenziato come l'uso flessibile del linguaggio (in particolare dei pronomi) nella scrittura di traumi possa predire il successo del recupero.
van Emmerik, A. A. P., Reijntjes, A., & Kamphuis, J. H. (2013). Writing therapy for posttraumatic stress: A meta-analysis. Psychotherapy and Psychosomatics, 82(2), 82–88.
Esterling, B. A., Antoni, M. H., Fletcher, M. A., Margulies, S., & Schneiderman, N. (1994). Emotional disclosure through writing or speaking modulates latent Epstein-Barr virus antibody titers. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 62(1), 130–140. I partecipanti che hanno scritto o parlato di eventi stressanti hanno mostrato migliore controllo immunitario (ridotti titoli anticorpali EBV) rispetto a chi non ha scritto, supportando la teoria dell'inibizione psicosomatica.
Lowe, G. (2006). Health-related effects of creative and expressive writing. Health Education, 106(1), 60–70. Panoramica su effetti della scrittura creativa/espressiva; riduce stress fisiologico (es. IgA salivare), migliora coping emotivo e salute, con applicazioni educative.
Lowe, G., Beckett, J., & Lowe, G. (2003). Poetry writing and secretory immunoglobulin A. Psychological Reports, 92(3 Pt 1), 847–848. La scrittura di poesie ha aumentato IgA secretoria (marker immunitario) rispetto a stress; suggerisce benefici immunologici della creatività espressiva.
Smith, H. E., Nicholls, P. G., Armitage, C. J., Jones, C. J., Holt, E., ... Frew, A. J. (2015). The effects of expressive writing on lung function, quality of life, medication use, and symptoms in adults with asthma: A randomized controlled trial. Psychosomatic Medicine, 77(4), 429–437. Studio su 146 asmatici adulti; scrittura espressiva (20 min x 3 gg) ha migliorato funzione polmonare del 14% a 12 mesi nei casi moderati, senza effetti su QoL o farmaci.
Smyth, J. M., Nazarian, D., & Arigo, D. (2008). Expressive writing in the clinical context. In Emotion Regulation: Conceptual and Clinical Issues (pp. 215–233). Springer. Capitolo su applicazioni cliniche della scrittura espressiva; efficace per stress, traumi, malattie croniche, con moderatori come espressività emotiva.
Smyth, J. M., Stone, A. A., Hurewitz, A., & Kaell, A. (1999). Effects of writing about stressful experiences on symptom reduction in patients with asthma or rheumatoid arthritis: A randomized trial. JAMA, 281(14), 1304–1309. RCT su 107 pazienti con asma/RA; scrivere su stress (20 min x 4 gg) ha ridotto sintomi oggettivi (spirometria, valutazioni cliniche) a 4 mesi vs. controllo.


Ciao Simo! (e buon anno!) Da brava milanese, non potevo che votare "nebbia" ❤