#5 lo fren de l'arte
Più regole, più invenzione: i vincoli fanno scoprire soluzioni che non esisterebbero altrimenti. Io sono Simona Sessini e questa è la quinta newsletter del 2026 de Il caffè del lunedì.
Ogni settimana una parola, un racconto: un gioco serio per creare l’abitudine a scrivere insieme. Niente iscrizioni né costi, solo un sondaggio del lunedì (ma a volte ritardo) su Instagram: voi scegliete la parola, io scrivo — e se vi va, scrivete anche voi. La ricerca lo conferma: la scrittura creativa migliora umore, stress e perfino alcuni indicatori di salute. Partiamo? Buon caffè.
Nel 1993, Giuseppe Varaldo scrisse un sonetto dedicato all’Inferno di Dante, imponendosi di utilizzare solo la vocale “e”:
Nel mentre ch’è trentenne, l’Eccellente
(nelle Lettere regge, è legge, splende)
ben nel ventre terrestre se ne scende:
ente perenne, sede del Fetente.
C’è gente greve, erede del Serpente,
che freme e gene per veneree mende,
che fece pecche becere e tremende,
che perse fede e speme e se pente.
Cenere, selve, belve, pece, sete,
e febbre, vespe, neve …: pene eterne,
e tenebre per sempre, se entrerete!
Emerger preme nelle brezze verne,
tender testé ver belle estreme mete,
nell’ètere veder le stelle esterne…
G. Varaldo, “All’alba Shahrazad sarà ammazzata. Capolavori in sonetti monovocalici”
Non è neanche casuale la dedica a Dante: proprio lui nel canto XXXIII del Purgatorio, invoca la necessità di rispettare le regole autoimposte nella composizione del poema, ad esempio la terzina incatenata, un numero preciso di canti e un altrettanto regolare nel numero di versi per canto.
S’io avessi, lettor, più lungo spazio
da scrivere, i’ pur cantere’ in parte
lo dolce ber che mai non m’avrìa sazio;
ma perché piene son tutte le carte
ordite a questa cantica seconda,
non mi lascia più ir lo fren de l’arte.
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinnovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire alle stelle.
I vincoli nutrono la capacità immaginativa, perché costringono ad esplorare strade insolite e poco battute. Come accade nei giochi: le regole impongono dei limiti che devono essere rispettati perché la sfida sia divertente.
Stabilire che la palla debba essere toccata solo con i piedi o solo con le mani è un limite esattamente come nel lipogramma si omette intenzionalmente una lettera o più lettere dell’alfabeto. Si tratta chiaramente di un artificio retorico, un gioco letterario, che costringe a cercare sinonimi e inventare perifrasi. Il vincolo costringe a cercare strade linguistiche alternative, un esercizio di precisione lessicale e creatività.
Prima di arrivare al lipogramma, sarebbe interessante provare a giocare con la regola di Taboo: descrivere una cosa senza pronunciare le parole facilmente associabili.
Che cosa vorreste descrivere? e che parola evitereste per descriverla?
Buon caffè ☕
Simona
PS: Questi esercizi non hanno scadenza. Ma possono essere, a mio avviso, utili anche per chi vuole lavorare in classe con i ragazzi sulla scrittura. Gli spunti possono essere innumerevoli…

