#6 fai un riassunto senza ChatGPT
Trasforma il riassunto in un laboratorio di scrittura e rendi inutile ChatGPT... Io sono Simona Sessini e questa è la sesta newsletter del 2026 de Il caffè del lunedì.
Ogni settimana una parola, un racconto: un gioco serio per creare l’abitudine a scrivere insieme. Niente iscrizioni né costi, solo un sondaggio del lunedì (ma a volte ritardo) su Instagram: voi scegliete la parola, io scrivo — e se vi va, scrivete anche voi. La ricerca lo conferma: la scrittura creativa migliora umore, stress e perfino alcuni indicatori di salute. Partiamo? Buon caffè.
Nella newsletter #4 ruba come un artista, avevo espresso l’intenzione di esercitarmi a “copiare” lo stile della Deledda. E così mi sono bloccata.
Non sono più riuscita a scrivere o immaginare qualcosa. Una condizione in cui spesso versano i miei studenti: la pagina bianca terrorizza e non c’è nulla si possa fare per migliorare la situazione.
Quando andavo a scuola, scrivevo furiosamente solo nell’ultima ora a disposizione, perché prima mi guardavo intorno, scarabocchiavo, inseguivo idee, facevo schemi che poi non avrei seguito … Per farmi venire l’ispirazione, il più delle volte riprendevo il testo, lo rileggevo e lo riassumevo.
Il riassunto è una riscrittura. Ora nelle antologie scolastiche e nei manuali di morfologia viene presentato come il cadavere putrescente di un brano sul lettino di un medico legale. Nella migliore delle ipotesi si insegna a sezionare (la cosiddetta “divisione in sequenze”) il brano, evidenziando le frasi che contengono le informazioni principali e quelle secondarie, in ordine di importanza. Come se peraltro la coloritura che un aggettivo riesce a regalare ad una immagine qualsiasi non sia fondamentale per il respiro di quel testo specifico. Ma essendo un aggettivo, il manuale lo declassa a informazione accessoria.
Dopo aver fatto scempio del testo, classificando le informazioni da essenziali a inutili in ordine di importanza, il discente potrà costruire il suo riassuntino copiando sul quadernino le informazioni principali e magari qualche secondaria.
Queste operazioni sono svolte molto bene da ChatGPT e cugini.
In seguito a questo addestramento scientifico, ci stupiamo che gli studenti non memorizzino le informazioni del testo e non siano in grado di ricordare ciò che hanno riassunto.
Il motivo è semplice: il riassunto serve - davvero - per ricordare ciò che abbiamo letto, ma non le informazioni principali. Il riassunto è utile per non farci scordare il tessuto narrativo di quel testo, la storia in sostanza, per riprendere un certo stile narrativo, per imitare un po’ quell’autore e il suo modo di scrivere. Per questo a volte nel riassunto ci scappa quell’espressione specifica o quell’immagine che ci ha colpito.
Questo aiuta a fissare nella memoria sia lo svolgersi degli eventi sia il modo in cui sono narrati. Non solo: quello che emerge dal testo viene riformulato secondo la mia particolare visione, il mio personale modo di comprendere.
Il riassunto, se non diventa un’operazione di economia di parole, può diventare un laboratorio di riscrittura creativa.
Mi rendo conto che vado contro tutti i grandi luminari da Serianni in poi che trattano il riassunto in modo scientifico. Ma anche gli scienziati devono poter esercitare lo sguardo su ciò che osservano.
Ricordo quando nelle traduzioni di latino e greco, gli autori riportavano il riassunto di opere altrui, alcune perdute, ed era una narrazione affascinante, riformulata con parole alate che forse erano ancora più suggestive della narrazione originale perché dovevano condensare in poco passioni, riflessioni, conflitti.
Inutile dire che il vantaggio del riassunto come riformulazione e rielaborazione personale rende più difficile (non impossibile), forse obsoleto, il ricorso a ChatGPT.
Quindi lasciamo che il riassunto ritorni ad essere una riscrittura creativa.
Proviamo.
5 consigli per riassumere
Riassumi per ricostruire una storia, tenere insieme il filo narrativo, ciò che accade, come accade, con quale ritmo: chiediti “che storia sto raccontando?” prima di “quali informazioni devo tenere?”
Conserva immagini, espressioni, dettagli che hanno colpito: nel riassunto è legittimo (e utile) trattenere un’immagine, un’espressione, una scelta lessicale che “risuona”, anche se non è informativamente indispensabile.
Il riassunto efficace non è neutro: è sempre una riformulazione dal punto di vista di chi legge: considera il riassunto come una traduzione interpretativa, non come una riduzione oggettiva.
Usa il riassunto come esercizio di imitazione stilistica: prova a chiederti “come avrei raccontato io questa storia, restando fedele allo spirito dell’autore?”.
Rinuncia all’idea del riassunto come pura economia di parole (lasciamolo a ChatGPT): valuta il riassunto non per quanto è corto, ma per quanto restituisce senso, coerenza e voce.
Buon caffè ☕
Simona
PS: Questi esercizi non hanno scadenza. Ma possono essere, a mio avviso, utili anche per chi vuole lavorare in classe con i ragazzi sulla scrittura. Gli spunti possono essere innumerevoli…


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