#quaderno di scrittura 2
Mi piacerebbe realizzare una scrittura collettiva o un collettivo di scrittura qui, su Substack. Questo è il quaderno n. 2, parola scelta: "fine", l'esercizio è una variatio sull'uso del pronome.
In questo quaderno degli esercizi, che sono la parte interessante del mio esperimento (come in tutti gli esperimenti), in aggiunta alla newsletter del Caffè del lunedì, giochiamo sulla variatio. Per cambiare punto di vista si può utilizzare uno stratagemma come l’uso del pronome: le opposizioni che incontriamo in tanti contesti sociali sul genere io/tu, noi/loro, io/lui o lei, io/voi, noi/voi… ci danno un’idea di quanto possa essere complesso passare da un punto di vista all’altro.
Trattandosi di esercizi, si può sperimentare il cambio pronome anche con brani di autori.
Parola scelta: fine
Genere: flusso di coscienza
Voce narrante: prima persona singolare
Livello di difficoltà: ★★★☆☆
Io
Ma si può iniziare così la settimana? Proprio oggi che potevo stare tranquilla. Quello che non si alza dal letto e ci vuole la pazienza di un santo, quell’altro che si alza senza fare storie (finalmente, dopo anni di sofferenza) ma perde il pullman per andare a scuola e mi chiede di essere accompagnato. Voglio dire di no ma: “A lui però lo accompagni sempre” mi fa richiudere la bocca. Io non capisco più niente, sono più in ritardo del solito, e so che mi infilerò in un traffico infernale perché ci sono due gocce di pioggia e, lo sappiamo, che le strade si intasano, la gente diventa nervosa e si creano le code per gli incidenti. Propongo un compromesso: mollo entrambi in stazione e torno a casa perché devo attaccare con lo smart working. Arrivo a casa. Mi accorgo che non ho le chiavi. Le ha portate via uno dei due. Sprofondo nella disperazione all’idea di rituffarmi nel traffico della indaffarata provincia brianzola. Le chiavi di riserva! Chiamo la mia amica che ha il mazzo di riserva e recupero un po’ di fiducia nella giornata. Arrivo stanca. Alla sera sono stanca. Non vedo la fine di questa stanchezza. Aspetto il sabato mattina per dormire qualche ora in più. Ma secondo te? Se è iniziata così la settimana posso non aspettarmi di svegliarmi il sabato perché quello stordito ha di nuovo perso il pullman? Mi domando: qualcosa può andare come ho progettato? Essere banalmente prevedibile? Si, lo so. La cosa più prevedibile di tutto è la morte, arriva la fine di ogni cosa, insomma. E se tutto andasse davvero come previsto, che noia sarebbe la mia settimana! In ogni caso, anche stavolta sono arrivata alla fine e ci sono ancora.
Come si vede, non c’è nessuna barriera tra la coscienza del personaggio e il lettore. Può essere d’aiuto immaginare a chi si sta rivolgendo chi parla.
Tu
Ma si può iniziare così la settimana? Proprio oggi che potevi stare tranquilla. Quello che non si alza dal letto e ci vuole la pazienza di un santo, quell’altro che si alza senza fare storie (finalmente, dopo anni di sofferenza) ma perde il pullman per andare a scuola e ti chiede di essere accompagnato. Vuoi dire di no ma: “A lui però lo accompagni sempre” ti fa richiudere la bocca. Tu non capisci più niente, sei più in ritardo del solito, e sai che ti infilerai in un traffico infernale perché ci sono due gocce di pioggia e, lo sappiamo, che le strade si intasano, la gente diventa nervosa e si creano le code per gli incidenti. Proponi un compromesso: molli entrambi in stazione e torni a casa perché devi attaccare con lo smart working. Arrivi a casa. Ti accorgi che non hai le chiavi. Le ha portate via uno dei due. Sprofondi nella disperazione all’idea di rituffarti nel traffico della indaffarata provincia brianzola. Le chiavi di riserva! Chiami la tua amica che ha il mazzo di riserva e recuperi un po’ di fiducia nella giornata.
Arrivi stanca. Alla sera sei stanca. Non vedi la fine di questa stanchezza. Aspetti il sabato mattina per dormire qualche ora in più. Ma secondo te? Se è iniziata così la settimana puoi non aspettarti di svegliarti il sabato perché quello stordito ha di nuovo perso il pullman? Ti domandi: qualcosa può andare come hai progettato? Essere banalmente prevedibile? Si, lo sai. La cosa più prevedibile di tutto è la morte, arriva la fine di ogni cosa, insomma. E se tutto andasse davvero come previsto, che noia sarebbe la tua settimana! In ogni caso, anche stavolta sei arrivata alla fine e ci sei ancora.
Credo esistano pochissimi romanzi scritti con la seconda persona. Uno è Le mille luci di New York di Jay McInerney. È molto divertente da usare e in questo caso ha l’effetto di far sentire capito chi legge: è un punto di vista che porta molti lettori ad avere la sensazione di essere loro il protagonista.
Lei
Ma si può iniziare così la settimana? Proprio oggi che poteva stare tranquilla. Quello che non si alza dal letto e ci vuole la pazienza di un santo, quell’altro che si alza senza fare storie (finalmente, dopo anni di sofferenza) ma perde il pullman per andare a scuola e le chiede di essere accompagnato. Vorrebbe dire di no ma: “A lui però lo accompagni sempre” le fa richiudere la bocca. Lei non capisce più niente, è più in ritardo del solito, e sa che si infilerà in un traffico infernale perché ci sono due gocce di pioggia e, lo sappiamo, che le strade si intasano, la gente diventa nervosa e si creano le code per gli incidenti. Propone un compromesso: molla entrambi in stazione e torna a casa perché deve attaccare con lo smart working. Arriva a casa. Si accorge che non ha le chiavi. Le ha portate via uno dei due. Sprofonda nella disperazione all’idea di rituffarsi nel traffico della indaffarata provincia brianzola. Le chiavi di riserva! Chiama la sua amica che ha il mazzo di riserva e recupera un po’ di fiducia nella giornata. Arriva stanca. Alla sera è stanca. Non vede la fine di questa stanchezza. Aspetta il sabato mattina per dormire qualche ora in più. Ma secondo te? Se è iniziata così la settimana può non aspettarsi di svegliarsi il sabato perché quello stordito ha di nuovo perso il pullman? Si domanda: qualcosa può andare come ha progettato? Essere banalmente prevedibile? Si, lo sa. La cosa più prevedibile di tutto è la morte, arriva la fine di ogni cosa, insomma. E se tutto andasse davvero come previsto, che noia sarebbe la sua settimana! In ogni caso, anche stavolta è arrivata alla fine e c’è ancora.
La terza persona permette di inserire un filtro, come una distanza emotiva. Ma allo stesso tempo, si possono assaporare i pensieri di più personaggi, oppure si può godere dell’assoluta libertà, l’onniscienza del narratore.
Questo è un assaggio di che cosa si può fare cambiando semplicemente un pronome.
Sono convinta che condividere è uno dei modi più semplici per aumentare l’ispirazione. Perciò se vuoi, condividi qui.
Buon caffè ☕
Simona


Anche io sto facendo questo esercizio la mia parola del momento é Libertà